Basta personalismi

Sentir dibattere di apertura alla partecipazione attiva, alla vita pubblica e alla gestione della Città da parte della Comunità senese, non può che rallegrare quanti credono nella necessità di estendere l’interesse alla politica ad una fascia più ampia possibile di cittadini-elettori, lasciando da parte gli ideologismi ed i personalismi.

Ciò comporta un approccio al dibattito politico, non tanto attraverso la lente distorta delle fazioni, degli interessi personali e delle posizioni tattiche, ma privilegiando i temi di un metodo di governo aperto, partecipato e condiviso e quelli relativi a trasparenti criteri di individuazione di una classe dirigente che sappia presentarsi agli elettori sulla base di adeguate competenze per chi si candida a guidare le sorti di una comunità. 
Del resto, se tale esigenza è da tempo così impellente evidentemente è chiaro che – se vogliamo
usare un eufemismo – dall’inizio del nuovo millennio ben poco è andato secondo il giusto verso in
Città, privilegiando interessi di gruppo o distorti rapporti di fedeltà o amicizia. 
Nessuno si illude che il processo di discussione in atto non incontri intoppi, malintesi, tentativi di
inquinamenti, altre furbate o difficoltà. Tuttavia, la seria e convinta volontà di farne un’asse
portante della propria proposta di governo appare davvero come un’assoluta novità nella
discussione politica cittadina: un’occasione da non perdere per pretendere, da parte di tutti i
Cittadini, un’attenzione vera e partecipata nella condivisone della governance pubblica. Questa
strategia, purtroppo, sembra dare noia ai vecchi apparati partitici e lobbistici, ormai abituati a non
mettersi più al servizio dei Cittadini bypassandone le opinioni e le esigenze.
Voler a tutti i costi personalizzare la politica, individuando come terminali della contesa le persone
più politicamente esposte, invece che considerarne le idee e le proposte discusse in più ampi e
articolati ambiti di condivisione, è una pratica che deve essere messa all’indice, perché atta ad
inquinare il dibattito con argomentazioni poco utili al sano confronto dialettico. 

A maggior ragione, ciò risulta poco credibile, quando a pontificare sono personaggi che hanno
avuto ruoli politici, a qualsiasi titolo, negli ultimi venti anni, un periodo buio per la nostra città che
può essere definito come il “sacco di Siena”. Indispensabile guardare al futuro, ma la Memoria
Storica sarà un utile faro per evitare i soliti errori e i soliti “inciuci” i cui artefici sono, purtroppo,
ancora molto attivi nella nostra Città.
E’ per questo che, come “Civici in Comune”, associazione aderente al progetto del Terzo Polo
Civico, spingiamo affinché al centro del dibattito cittadino, quello sano, siano posti non tanto
argomentazioni “ad personam”, con sterili critiche a sfondo per lo più personalistico, ma lo sforzo
di indirizzare l’interesse alla più ampia fetta di popolazione, senza seguire le vecchie logiche
clientelari di consenso, ma inaugurando un nuovo modo di fare politica.
Il manifesto dei princìpi e il patto con i cittadini pubblicati dal Terzo Polo Civico hanno dato avvio
ad una importante inversione di rotta verso un nuovo modo di fare politica, per tornare ai
fondamentali della democrazia, basati su ascolto, partecipazione, confronto di idee e programmi. 
La partecipazione attiva è centrale e ineludibile, benché difficoltosa. Sarà necessario ascoltarsi
reciprocamente con rispetto e cuore aperto, senza forzature, per ideare e condividere i migliori
strumenti che pragmaticamente ci permettano di seguire quel percorso partecipato che i due
documenti sopracitati, pubblicati dal Terzo Polo Civico, hanno finalmente avviato in Città.
Crediamo infatti che costruire una visione condivisa di Città sia possibile rifacendosi ad una
idealità civica” che sappia farci riconoscere come “cittadini di Siena”, impegnati alla tutela, alla
valorizzazione e prosperità della Città quale “bene comune” di tutti gli abitanti del territorio.

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